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Appunti di viaggio · 6 min di lettura

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Toscana senza turisti: cinque alternative tranquille a Firenze

Nei primi dieci mesi del 2025 Firenze ha contato 9,7 milioni di presenze, più circa otto milioni di escursionisti giornalieri l’anno. L’arte rinascimentale, i borghi in collina e le valli verdi per cui si viene sono anche a portata di treno, su due linee in uscita dalla città.

Di Robert Ranzi · 4 ottobre 2026

A Firenze vivono circa 363.000 persone. Nei primi dieci mesi del 2025 la città ha contato 9,7 milioni di presenze, e i dati della rete telefonica stimano gli escursionisti giornalieri in circa otto milioni l’anno, in aggiunta. Tra gennaio e ottobre 2025 la città ha rilasciato 50.333 permessi d’ingresso per i pullman turistici, il 45 per cento in più rispetto a un anno prima. Le Gallerie degli Uffizi (gli Uffizi veri e propri, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli) hanno avuto 5,3 milioni di visitatori nel 2024, e l’Accademia, dove sta il David di Michelangelo, 2,2 milioni.

Al resto della Toscana tocca molto meno di tutto questo. La sola area fiorentina concentra un quarto delle presenze della regione e circa il 31 per cento della spesa turistica con carta. La quota di Arezzo su quella spesa è dell’1,4 per cento, quella della Lunigiana dello 0,9 e quella della Garfagnana dello 0,5.

La maggior parte delle persone non viene in Toscana per mettersi in fila. Viene per la pittura rinascimentale, per un borgo in collina la sera e per la campagna verde intorno, e tutto questo è a portata di treno da Firenze. Tre dei luoghi qui sotto sono in Toscana, due appena oltre il confine, in Umbria. Ognuno ha una scheda su questo sito con un indice di densità su 10 (più basso vuol dire più tranquillo). Nessuno di loro è vuoto, però. Nel 2025 la Lunigiana e la Garfagnana hanno registrato la crescita delle presenze più rapida di tutta la Toscana, rispettivamente del 25 e del 19 per cento.

Arezzo – Piero della Francesca senza la fila

Arezzo è lo scambio più semplice, con una sessantina di treni diretti al giorno da Firenze. I più veloci impiegano circa 35 minuti, i regionali da un’ora a un’ora e mezza. Il motivo principale per venire è la Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, affrescata nella cappella Bacci di San Francesco. Si visita solo su prenotazione, al massimo 30 persone per 30 minuti: niente a che vedere con i corridoi degli Uffizi. Da vedere anche, scendendo a San Domenico, il Crocifisso dipinto di Cimabue, e la casa che Giorgio Vasari decorò per sé; Vasari era nato qui nel 1511. La Piazza Grande in pendenza, con le logge del Vasari su un lato, si affolla in due tipi di giornate: la fiera antiquaria, la prima domenica di ogni mese e il sabato precedente, e la Giostra del Saracino, che si corre due volte l’anno (le prossime il 19 giugno e il 5 settembre 2027). Leggi la scheda di Arezzo →

Garfagnana – boschi di castagni lungo una ferrovia lenta

La Garfagnana è la valle del Serchio a nord di Lucca, tra le cime di marmo delle Alpi Apuane e l’Appennino. Si prende un treno da Firenze a Lucca (da 1 ora e 20 a 1 ora e 45) e si cambia sulla linea Lucca–Aulla, circa diciotto treni al giorno. Barga-Gallicano è a circa 45 minuti da Lucca, Castelnuovo di Garfagnana a un’ora circa. A Castelnuovo la Rocca Ariostesca prende il nome dal poeta Ludovico Ariosto, che governò la valle per gli Este dal 1522 al 1525. Barga ha un duomo romanico con vista sulle Apuane. Così tanti suoi abitanti emigrarono in Scozia alla fine dell’Ottocento che la chiamano «il paese più scozzese d’Italia», e ogni anno ospita una sagra del fish and chips. Da ordinare la zuppa di farro, fatta con il farro IGP della valle. Per il 2027 e il 2028 sono già previste chiusure estive per lavori sulla linea, quindi da verificare i bus sostitutivi. Leggi la scheda della Garfagnana →

Lunigiana – castelli, statue stele e testaroli

La Lunigiana è l’estremo lembo settentrionale della Toscana, la valle del Magra tra l’Appennino e il mare. I Malaspina la tennero per sei secoli e lasciarono castelli sui crinali, e la Via Francigena dei pellegrini la attraversa. A Pontremoli il Castello del Piagnaro ospita il museo delle statue stele: figure umane astratte scolpite nell’arenaria da chi viveva qui tra il IV e il I millennio a.C. Nessuno sa con certezza a cosa servissero. Poi, i testaroli. La pastella si cuoce nel testo di ghisa, si taglia a rombi, si ammorbidisce in acqua calda e si condisce con basilico, olio e formaggio; la versione artigianale di Pontremoli è un Presidio Slow Food. Due treni serali vanno diretti da Firenze a Pontremoli in circa 2 ore e 40. Oppure si prosegue dalla Garfagnana: da Lucca ad Aulla ci vogliono circa due ore, e Pontremoli è 20 minuti più in là. La Lunigiana ha l’indice di densità più basso di questa lista, anche dopo un balzo delle presenze del 25 per cento nel 2025. Leggi la scheda della Lunigiana →

Orvieto – affollata a mezzogiorno, tranquilla dopo il tramonto

Orvieto, in Umbria, ha le sue folle, e il suo indice di densità di 3,5 è il più alto di questa lista. Sta su una rupe di tufo sopra la ferrovia. Da Firenze arrivano otto treni diretti al giorno, la maggior parte in circa 2 ore e 15, e una funicolare porta su dalla stazione in cinque minuti. Nel duomo, Luca Signorelli dipinse il Giudizio Universale nella cappella di San Brizio tra il 1499 e il 1504. Sul bordo della rupe, il Pozzo di San Patrizio scende per 62 metri, con due rampe elicoidali separate di 248 gradini ciascuna, così che i muli in discesa non incrociassero mai quelli in salita. I gruppi in gita giornaliera, molti da Roma, riempiono la piazza del Duomo dalla tarda mattinata a metà pomeriggio. Chi si ferma a dormire, la sera, ha le strade quasi tutte per sé. Leggi la scheda di Orvieto →

Spoleto – la città tranquilla dell’Umbria, fuori dalle settimane del festival

Spoleto richiede più tempo: i regionali da Firenze a Foligno impiegano poco meno di tre ore, e Spoleto è 20 minuti più avanti. Una catena di scale mobili porta dalla città bassa fino alla Rocca, la fortezza papale in cima. Dietro la fortezza, il Ponte delle Torri attraversa la gola verso gli antichi boschi di querce di Monteluco. Nell’abside del duomo Filippo Lippi dipinse le Storie della Vergine tra il 1467 e il 1469, negli ultimi anni della sua vita. Per qualche settimana ogni estate il Festival dei Due Mondi riempie la città (35.000 biglietti venduti nel 2026); l’edizione 2027 va dal 25 giugno all’11 luglio. Fuori da quelle date Spoleto è una delle città più tranquille della sua taglia in Umbria. Leggi la scheda di Spoleto →

Quindi, dove andare

Due linee ferroviarie in uscita da Firenze fanno quasi tutto il lavoro. Verso sud, i regionali della linea per Roma fermano ad Arezzo e poi a Orvieto, a circa un’ora di distanza l’una dall’altra, e le due città formano una coppia naturale. Alcuni dei treni che fermano ad Arezzo proseguono fino a Foligno, dove si cambia per Spoleto. Verso ovest, la linea Lucca–Aulla attraversa la Garfagnana ed entra in Lunigiana, così le due valli fanno un unico anello lento e si torna a Firenze via La Spezia. Firenze merita comunque una giornata: prenotare in anticipo Uffizi e Accademia, andare presto e dormire ad Arezzo, a mezz’ora di treno veloce.

Domande frequenti

Dove vedere la Toscana senza turisti?

Nell’entroterra, lontano da Firenze. Nel 2025 la Lunigiana e la Garfagnana hanno preso ciascuna meno dell’1 per cento della spesa turistica in Toscana, contro circa il 31 per cento dell’area fiorentina. Se si cerca una città, Arezzo è la scelta più semplice.

Qual è la migliore gita in giornata da Firenze senza folla?

Arezzo. I treni ci sono tutto il giorno, il centro è a una breve camminata in salita dalla stazione, e gli affreschi di Piero della Francesca si vedono su prenotazione in piccoli gruppi. Da evitare il primo fine settimana del mese, se non si vuole la fiera antiquaria.

Si possono visitare questi posti senza auto?

Sì. Arezzo, Orvieto e Spoleto hanno la loro stazione, e Orvieto e Spoleto hanno rispettivamente funicolare e scale mobili per salire al centro storico. La Garfagnana e la Lunigiana sono sulle linee Lucca–Aulla e Parma–La Spezia. L’auto serve solo per i borghi e i castelli più isolati.

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