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Appunti di viaggio · 6 min di lettura

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Alternative a Venezia: cinque città più tranquille sull’alto Adriatico

Nel centro storico di Venezia vivono meno di 48.000 persone, e nel 2023 ha registrato 9,1 milioni di presenze, escursionisti esclusi. Canali, ori bizantini e il leone di San Marco si trovano anche a un treno o un autobus di distanza.

Di Robert Ranzi · 4 ottobre 2026

Nell’agosto 2025 il centro storico di Venezia contava 47.995 residenti, contro gli oltre 62.000 di vent’anni prima. Nel 2023 lo stesso centro ha registrato 3,8 milioni di arrivi e 9,1 milioni di presenze nelle strutture ricettive ufficiali. Gli escursionisti giornalieri si aggiungono a questi numeri, e la città ha cominciato a farli pagare. Nel 2025 ha venduto 723.497 biglietti d’accesso in 54 giornate. Nel 2026 il contributo è stato in vigore per 60 giornate tra il 3 aprile e il 26 luglio: 5 euro se prenotato con almeno quattro giorni di anticipo, 10 euro dopo. È terminato il 27 luglio, quindi quest’autunno non si paga nulla. Per il 2027 non è stato deciso niente, anche se il nuovo sindaco, Simone Venturini, ha detto di voler ottenere il permesso di chiedere fino a 50 euro in alcune giornate.

Quello che si cerca a Venezia è abbastanza preciso: case sui canali, una laguna viva, mosaici d’oro e piazze con un leone veneziano sul muro. La Repubblica ha governato un lungo tratto di questa costa e del suo entroterra, quindi tutto questo esiste anche altrove. Quattro dei cinque luoghi qui sotto hanno una scheda completa su questo sito, con un indice di densità su 10 (più basso vuol dire più tranquillo). Del quinto, Chioggia, non abbiamo ancora scritto, ma è la prima risposta ovvia.

Chioggia – l’altro capo della laguna

Chioggia sta all’estremità meridionale della laguna veneta ed è il porto peschereccio più attivo della regione. Il centro storico si sviluppa lungo il Canal Vena, attraversato da nove ponti, con il largo Corso del Popolo che gli corre parallelo. Venezia e Genova vi combatterono la loro ultima guerra, dal 1378 al 1381. Sembra una Venezia in piccolo, solo che le barche lungo le rive escono a pescare. L’autobus ACTV 80 parte da Piazzale Roma circa ogni mezz’ora e impiega un’ora e mezza. La linea 11 è il tragitto migliore: dal Lido scende lungo la striscia di Pellestrina in autobus, traghetto e battello in circa un’ora e un quarto. D’estate Sottomarina, il suo quartiere balneare, si riempie: meglio venire in primavera o in autunno. La scheda non c’è ancora.

Comacchio – canali senza il traffico della laguna

Comacchio è costruita su tredici piccole isole sopra le Valli di Comacchio, la più grande zona umida lagunare d’Italia, nel delta del Po. La chiamano la «piccola Venezia», e le vie d’acqua e il Trepponti, un ponte in mattoni del Seicento dove cinque scalinate si incontrano sopra l’acqua, spiegano perché. La laguna dà ancora da vivere alla città: la Manifattura dei Marinati, un’antica fabbrica delle anguille diventata museo in attività, accende i suoi focolari in autunno per arrostire e marinare l’anguilla, presidio Slow Food. I fenicotteri nidificano nelle saline, accessibili solo con visita guidata. In luglio e agosto le spiagge dei Lidi di Comacchio sono affollate e il centro storico si svuota. Non c’è ferrovia. Si prende il treno fino a Ferrara (circa un’ora e mezza da Venezia) e poi l’autobus TPER 331, oppure il 333 da Ravenna, che impiega circa un’ora. Nessuno dei due passa spesso; da controllare su tper.it. Leggi la scheda di Comacchio →

Ravenna – lo stesso oro, qualche secolo prima

Se di Venezia la parte migliore era l’oro dentro San Marco, si vada a Ravenna. La maggior parte dei mosaici di San Marco è stata realizzata nel XII e nel XIII secolo. Quelli di Ravenna sono del V e del VI, in otto monumenti paleocristiani entrati insieme nella lista UNESCO nel 1996, tra cui San Vitale e il Mausoleo di Galla Placidia. Venezia stessa governò la città dal 1441 al 1509, e in quel periodo costruì la fortezza della Rocca Brancaleone e diede a Piazza del Popolo le sue due colonne, copiate da quelle di Piazza San Marco. Ravenna non è un luogo sconosciuto: ha l’indice di densità più alto dei quattro luoghi con scheda citati qui, e per Galla Placidia in luglio e agosto i posti si esauriscono con settimane di anticipo. In treno da Venezia si cambia a Ferrara. La tratta Ferrara–Ravenna richiede circa un’ora. Leggi la scheda di Ravenna →

Capodistria (Koper) – Venezia oltre il confine

Capodistria è stata un’isola fino all’Ottocento, quando una strada rialzata e le opere di bonifica l’hanno unita alla terraferma. Venezia la governò per più di cinque secoli, fino al 1797. Il Palazzo Pretorio, sede dei suoi governatori, è gotico veneziano del Quattrocento, con ancora nel muro la bocca di leone in pietra per le denunce anonime. La cattedrale conserva una pala del 1516 di Vittore Carpaccio, pittore veneziano che visse in città. Capodistria è anche l’unico porto commerciale della Slovenia, con le gru accanto al centro storico, e riceve navi da crociera: per il 2026 sono in programma 79 scali, circa 130.000 passeggeri, quindi conviene controllare il calendario del porto. Da Venezia si prende il treno per Trieste (circa due ore) e poi un autobus per i 20 km fino a Capodistria. Lo fa Arriva dal lunedì al sabato, e anche FlixBus. Leggi la scheda di Capodistria →

Cividale del Friuli – la frontiera di terraferma di Venezia

Cividale passò a Venezia nel 1420, e il palazzo dei governatori veneziani sulla piazza del Duomo ospita oggi il Museo Archeologico Nazionale. I Romani l’avevano fondata come Forum Iulii, il nome da cui viene Friuli, e nel 568 divenne la capitale del primo ducato longobardo in Italia. Il Tempietto Longobardo, dell’VIII secolo, fa parte di un sito seriale UNESCO del 2011. Il Ponte del Diavolo attraversa la gola del Natisone, e dall’altra parte cominciano le valli dove si parlano ancora dialetti sloveni. È una cittadina viva di circa undicimila abitanti, piena di escursionisti italiani dalla costa in luglio e agosto e tranquilla il resto dell’anno. I treni regionali da Venezia arrivano a Udine in meno di due ore. La ferrovia Udine–Cividale è chiusa per l’elettrificazione, che secondo la Regione richiederà ancora circa due anni, e al suo posto circolano autobus sostitutivi. Leggi la scheda di Cividale del Friuli →

Quindi, dove andare

Venezia merita ancora una visita, meglio con una notte o due sul posto che in giornata. Per il resto: Chioggia è la corrispondenza più vicina, Comacchio la città dei canali del delta, Ravenna i mosaici, Capodistria il porto veneziano e Cividale la città di frontiera. Tre linee ferroviarie in uscita da Venezia coprono quasi tutto. Verso sud-ovest a Ferrara per Ravenna e per l’autobus per Comacchio. Verso nord-est a Udine per Cividale, o a Trieste per Capodistria. Udine e Trieste sono collegate dal treno, quindi la coppia orientale si chiude ad anello. Vale la pena dare una notte a Trieste lungo la strada. Fu il porto principale dell’Impero asburgico dal 1719 al 1918 e guarda più a Vienna che a Venezia, ed è per questo che i suoi scrittori vanno letti lì.

Domande frequenti

C’è un posto come Venezia ma più tranquillo?

Chioggia, all’estremità meridionale della stessa laguna, è la corrispondenza più vicina: canali, ponti e un porto peschereccio, a circa un’ora e mezza di autobus da Piazzale Roma. Comacchio, nel delta del Po, è l’altra città dei canali. Nessuna delle due è vuota in piena estate, quando si riempiono le loro località balneari.

Si paga per entrare a Venezia?

Al momento no. Nel 2026 gli escursionisti giornalieri hanno pagato 5 o 10 euro in 60 giornate tra il 3 aprile e il 26 luglio. Chi pernottava, i residenti in Veneto e i minori di 14 anni erano esenti. Il contributo è terminato il 27 luglio, e la città non ha ancora deciso se e come tornerà nel 2027: da verificare sul sito ufficiale cda.ve.it prima di partire.

Qual è l’alternativa più facile da raggiungere da Venezia senza auto?

Chioggia, con l’autobus diretto o con battello e autobus attraverso la laguna. Ravenna (cambio a Ferrara) e Trieste sono comode in treno. Comacchio e Capodistria richiedono un autobus per l’ultimo tratto, e così Cividale finché la sua ferrovia resta chiusa.

Qual è il periodo migliore per andarci?

Maggio, giugno, settembre e ottobre vanno bene per tutte e cinque. In luglio e agosto i monumenti di Ravenna si esauriscono e le spiagge di Comacchio e Chioggia si riempiono. La stagione della marinatura dell’anguilla a Comacchio è novembre e dicembre.

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